lunedì 8 aprile 2019



Come non dare ragione a Charlize
Ma io confido in Iva Zanicchi...
"guarda nei miei occhi zingara..."
Ebbene si! anche il culo più bello del mondo, che si scopriva per via di un filo tirato, nella nota pubblicità della Martini anni 90', si lamenta di essere single, Charlize e metà delle mie amiche denunciano di non scelte o volute dagli uomini.
Noi donne poi, siamo spietate, tutte! Se non ci vogliono è perché gli uomini OGGI non hanno le "palle"questo è quello che ci raccontiamo...
Senza tenere minimamente in considerazione, che forse non ci vogliono per mille motivi, fra cui essere spesso delle grandissime spaccamaroni.
Ma detto questo io vorrei rifugiarmi invece, nella canzone che cantavo quando ancora sdentata, montavo su una sedia del lucidissimo salotto di mia mamma e davanti alla specchiera intonavo urlando "prendi questa mano... zingara, dimmi pure che destino avrò!?"
Così se un giorno sentirò la mancanza di un uomo accanto potrò sempre dire..."è colpa di Iva"
lasciando stare sti poveri cristi di uomini...che non è che non hanno palle, siamo spesso noi che gliele sgonfiamo!

lunedì 1 aprile 2019

VENUS Federica Borghi 2019


MA IL CIELO E' SEMPRE....
Estate 1990 un Si bianco, calzoncini corti uno zaino bucato, le Superga verde menta e le mie gambe color miele. La curva che portava a Bogliasco, il cuore in gola, finita la galleria c'era lui...
Finita la galleria c'erano baci e carezze a cui avevo pensato tutto il giorno.
Primavera 2019 il cielo è sempre più blu. 
Una filosofia, una forza, un credo.
 Una vita difficile a cui non mi sono mai piegata.
 Firenze a primavera sa di Arno, gelsomino e pitosforo, al primo sole giovani straniere, tolgono tutto quello che impedisce loro di godere del fatto che sono sotto il tepore del sole Italiano.
 Oggi, quest'anno adesso ho quarantacinque anni, una caviglia slogata e ancora troppe cose a cui pensare.
 Ma il sole di oggi...la primavera, la pace di una vita sofferta.
 Oggi, adesso quest'anno...la sento.
 Quando quell'estate del 90' scelsi di cercare un bottoncino nella mia testa, per non pensare più al fatto di aver perso in quella curva, i baci e le carezze da cui correvo tutti i giorni finiti i miei lavori estivi...  
Trovai quel bottoncino, lo schiacciai e mi sentii libera da ogni dolore dell'anima.
 Ho cercato quel bottoncino infinite volte nella mia vita, non trovandolo quasi mai, dovendo di conseguenza affrontare i dolori come un qualunque mortale, angosciando la mia vita
 Ammalandola di veleni.
Ma oggi, quest'anno adesso, ho ritrovato quel bottoncino... vivo, prendo quello che viene, nel totale rispetto di me...del mio sentire.




martedì 26 marzo 2019


L'ALTALENA DEI PERDENTI

Una volta avevo un negozio, anzi ne ho avuto più di uno!
Ma quello in modo particolare, quello di cui ora voglio parlare, per anni è stato il centro del mio mondo. Era un cubo di vetro e  spesso lo aprivo alle prime luci dell'alba...
Per molto tempo è stato punto di passaggio, arrivo e riferimento, era in una piazza del centro storico.
Era in un angolo protetto da un loggiato, era un cubo di vetro trasparente, dove per anni io ho vissuto nuda da maschere ad ascoltare, voci lamentele e bisbigli di un'umanità quasi sempre priva di coraggio.
Donne che si lamentavano di mariti assenti, che regolarmente di ritorno da viaggi di lavoro o piacere passavano da me per comprare qualcosa con cui forse, sarebbero stati perdonati della loro non presenza.
Vecchi ne vedevo tanti, sopratutto vedevo la differenza con cui invecchiano diversamente uomini e donne.
le donne dopo i sessanta, spesso si fanno l'amica da passeggio, spesso sostituita da un cane, magari un barboncino. l'uomo invecchia con paltò di misure strette, le mani in tasca e un catarro da sputare al primo angolo buio.
Vedevo spesso ragazzi marinare la scuola, mai allegri, avevano dovuto comunque alzarsi da letto.
Si guardavano intorno con circospezione e si rifugiavano nei bar con un cappuccino aspettando l'orario d'uscita da scuola.
Vedevo lavoratori rampanti, con i capelli pettinati all'indietro e computer dentro a borse a tracolla, mamme in bicicletta con bambini su seggiolini e forse qualcuno nuovo nella pancia.
Vedevo negozianti, spacciatori, poliziotti, drogati, puttane, preti e poche suore... loro parevano estinte.

un giorno, chiusa nel mio cubo di vetro mentre li osservavo come al solito, compiaciuta di conoscerli così bene tanto da prevederne persino i gesti, mi accorsi stupita, e spaventata che anche loro vedevano me...

Continua...

immagine : l'Acrobata dell'acqua di Federica Borghi- Crazy Fucsia -- testo di Federica Borghi

Come non dare ragione a Charlize Ma io confido in Iva Zanicchi... "guarda nei miei occhi zingara..." Ebbene si! anche il cu...